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United Nations Headquarters
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DESIGNER |
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"Le facciate brevi sono piene e interamente lisce, con un rivestimento in marmo bianco, mentre le facciate lunghe sono due immense superfici vetrate, formate dalla ripetizione d'un modulo-finestra assai piccolo, che compare ben 2700 volte in ciascuna. Così tra il modulo e l'insieme, fra la scala umana e la scala dell'edificio non si riesce a stabilire alcun rapporto proporzionale, e le facciate a vetri si presentano come due lastre unite al pari delle testate piene, anche perchè il colore verde e la lucentezza dei vetri impastano il minuto disegno dei montanti metallici. La soluzione architettonica è senza dubbio schematica ma in un certo senso più audace e coraggiosa di ogni altra precedente, poichè pone perentoriamente il problema del grattacielo moderno, formato dall'indefinita ripetizione d'un modulo in scala umana, senza subordinarlo ai limiti ottici e ai precetti proporzionali della tradizione".
Leonardo Benevolo, Storia dell'architettura moderna, Gius. Laterza & Figli Spa, Roma-Bari 1960, p. 684 [XVIII. Il movimento moderno in America] |
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"Questi grattacieli, bisogna dirlo, sono un incidente architettonico": invitato dal Museo d'Arte Moderna, il 21 ottobre 1935 Le Corbusier sbarcava a New York e le sue prime dichiarazioni alla stampa non erano destinate certo a favorirne una migliore accoglienza nel "paese dei timidi". " 'I grattacieli sono troppo piccoli', dice Le Corbusier a prima vista", recitava il titolo di un'intervista sul New York Herald Tribune del 22 ottobre: fotagrafato davanti a un plastico della già celebre Ville Savoye, lo svizzero sciovinista sembrava il ritratto del perfetto intellettuale europeo, l'intransigente quanto strampalato "dottor Stranamore" della metropoli contemporanea, cui pretendeva di somministrare la sua radicale pozione: il grattacielo cartesiano. Come un abile prestigitore pronto a stupire il pubblico con l'intramontabile trucco del coniglio nel cappello, ha osservato Rem Koolhaas, Corbu tramutava "il grattacielo in un'astrazione cartesiana (=francese=razionale) e la giungla metropolitana in un tappeto di verde vegetazione destinata ad accoglierlo". I grattacieli di New York, rivestiti di pietra, sono romantici e immaturi, quindi non ancora moderni; il grattacielo cartesiano è la logica razionalizzazione di quel modello imperfetto: un nudo parallelepipedo di cemento, un'enorme lastra di vetro alta più di duecento metri."
Fulvio Irace, "Riletture: ONU", Abitare n. 372, Aprile 1998, p. 188 |
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"Il CMP definitivo, uno dei più grandi investimenti nella storia dell'Onu, prevede la ristrutturazione totale dei sei edifici che formano il complesso di 241.635 mq disposti su 7 ettari: il Segretariato con i suoi 39 piani completato nel 1950, l'edificio delle conferenze e dell'Assemblea generale realizzati nel 1951/1952 e i successivi Dag Hammarskjold Library, North Lawn Building e South Annex Building, realizzati dal 1961 al 1982. La ristrutturazione, che dovrebbeconcludersi nel 2014 inizia con non poche complicazioni: 1.000 dipendenti dovranno trovare per sei anni un'altra sistemazione, mentre il segratario generale dovrà spostarsi internamente finchè non saranno ristrutturati i suoi uffici ai piani alti. Oltre alla varietà dei materiali interni, la caratteristica più interessante è rappresentata dal visionario curtain wall, il primo totalmente vetrato realizzato a New York, oggi diventato inadeguato rispetto agli standard edilizi e alla maggiore attenzione al contenimento energetico. L'aggiornamento tecnologico su grande scala rimane un quesito non facile da risolvere. L'iniziale proposta di rifarsi all'idea di Le Corbusier d'introdurre i brises-soleil sulla facciate del Segretariato, che avrebbe richiamato il Ministero dell'Educazione e della Sanità di Rio de Janeiro (1936/1943), è stata abbandonata a favore di un sistema isolante che incorporerà tecnologie fotovoltaiche nei pannelli di tamponamento, su progetto dello studio newyorkese di Robert Heintges. Per rispondere ai requisiti energetici, tutti i vetri saranno sostituiti con altri altamente performanti disegnati e progettati per assomigliare totalmente all'originale, qualunque esso fosse, poichè appena sei mesi dopo l'ultimazione dell'edificio era stato incollato sul vetro un primo film e successivamente un altro riflettente. Il vetro originale era della PPG, che lo produce ancora, mentre circa il colore si è optato per un altro vetro che consenta di riportare la trasparenza originaria."
Andreas Sicklinger, "L'Onu cambia pelle", Il giornale dell'architettura 54, settembre 2007, "Restauro" p. 19 |
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"The rational and prismatic Secretariat, with its billboard-thin profile and once-again-glittering skin, is the embodiment of post–World War II optimism. It represents the ideals of the age more succinctly than the sculptural General Assembly or the low, rectangular conference building—the other components in the early-1950s trio of U.N. buildings designed by an international team that included Le Corbusier, Oscar Niemeyer, and Wallace Harrison. In recent decades the Secretariat, along with the rest of the now six-building, 2.6 million-square-foot complex, had lost much of its luster and become increasingly outmoded: It was riddled with asbestos, had mechanical systems that were outdated and grossly inefficient, and lacked many of the most basic life-safety features, including sprinklers. Over the years, fixes intended to address numerous facade problems radically altered the appearance of the U.N. structures, especially the Secretariat. John Gering, managing partner at HLW, design architect for many aspects of the renovation project, likes to compare the gradual deterioration and recent transformation of the U.N. centerpiece to a Grimm's fairy tale. “The building was a prince that turned into a frog,” he says. “Our goal was to turn it back into a prince.”
Joann Gonchar, AIA, "Revival of an Icon", Architectural Record, settembre 2012 |
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MATERIALS |
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Il Secretariato I fronti lunghi (ad est ed ovest) sono realizzati con vetri di colore verde appesi ad una struttura a scheletro in acciaio (curtain-walls), in contrasto con i due lati ciechi rivestiti con circa 2000 tonnellate di marmo proveniente dal Vermont. Poco dopo l'ultimazione dei lavori di realizzazione del palazzo, sui vetri fu incollato un primo film e successivamente un altro riflettente. Il piano di ristrutturazione, che dovrebbe concludersi nel 2014, prevede la sostituzione dei vetri con altri altamente performanti, disegnati e progettati per rispondere ai moderni requisiti energetici, pur assomigliando agli originali. Ad ovest del Secretariato si trova una vasca circolare con una fontana, regalo dei bambini degli Stati Uniti. Sul fondo ci sono fasce ondulate realizzate con ciottoli bianchi di polvere di marmo e ciottoli neri. Questi ultimi sono stati raccolti sulle spiagge dell'isola greca di Rodi e poi donati all'Onu.
Edificio delle Conferenze e dell'Assemblea Generale Il calcare per i rivestimenti dell'edificio delle Conferenze e dell'Assemblea Generale proviene dal Regno Unito.
Gli Interni In linea con l'internazionale carattere dell'Organizzazione, i materiali per la realizzazione degli ambienti interni provengono da molti paesi diversi: - il marmo della cornice che domina la parete est della Camera del Consiglio di Sicurezza proviene dall'Italia (marmo Calacatta Vagli); - i mobili per ufficio e le scaffalature provengono dalla Francia; - le sedie e i tessuti provengono dalla Cecoslovacchia (ora Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca) e dalla Grecia; - i tappeti provengono da Inghilterra, Francia e Scozia; - i tavoli provengono dalla Svizzera; - i vari tipi di legno usati per le rifiniture interne provengono da Belgio, Canada, Cuba, Guatemala, Filippine, Norvegia e Zaire (ora Repubblica Democratica del Congo).
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LOCATION |
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Continent |
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  North America |
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  United States |
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State |
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Metropolitan area |
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County |
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  New York |
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Town |
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  New York - Manhattan |
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Extraterritorial area |
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  International Territory |
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Address |
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  United Nations Plaza (First Avenue, East 42nd Street, East 48th Street, East River)
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Website |
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MAP |
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TYPOLOGY |
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Main |
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ARCHITECTURE | Public buildings
Government buildings
Administration buildings
Diplomatic buildings
Vertical architectures
Skyscrapers
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Additional |
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LANDSCAPE ARCHITECTURE AND NATURAL ENVIRONMENTS | Landscape architecture
Private gardens
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CHRONOLOGY |
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Project |
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1947
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Realisation |
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1949 - 1952 |
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THE BUILDING IN CINEMA |
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Title |
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Nationality |
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Cast |
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Benicio del Toro, Franka Potente, Catalina Sandino Moreno, Julia Ormond, Demián Bichir |
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Cast |
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Nicole Kidman, Sean Penn, Catherine Keener |
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Building's role |
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Considerable The Interpreter is the first movie filmed inside the United Nations Headquarters and Security Council chambers |
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Title |
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The Pink Panther Strikes Again |
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Directed by |
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Year of production |
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Cast |
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Peter Sellers, Herbert Lom, Lesley-Anne Down, Burt Kwouk, Leonard Rossiter |
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Building's role |
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Directed by |
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Cast |
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Roger Moore, Yaphet Kotto, Jane Seymour, David Hedison, Bernard Lee |
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Building's role |
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Title |
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Directed by |
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Year of production |
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Cast |
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Cary Grant, Eva Marie Saint, James Mason, Jessie Royce Landis |
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Building's role |
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BIBILIOGRAPHIC REFERENCES |
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Joann Gonchar, AIA, "Revival of an Icon", Architectural Record, settembre 2012 |
|
Laura Mirviss, "UN Campus Upgrade", Architectural Record, 2011 |
|
C.J. Hughes, "UN Headquarters get $1.8 billion facelift", Architectural Record 10, ottobre 2010, p. 28 |
|
Andreas Sicklinger, "L'Onu cambia pelle", Il giornale dell'architettura 54, settembre 2007, "Restauro" p. 19 |
|
Ingeborg Glambek, "The Council Chambers in the UN Building in New York", Scandinavian Journal of Design History, vol. 15, 2005, pp. 8-39 |
|
Ezra Stoller, The United Nations, Princeton Architectural Press, 1999 |
|
Fulvio Irace, Mauro Calamandre, "Riletture: ONU", Abitare n. 372, Aprile 1998, pp. 186-197 |
|
Judith Dupré, Skyscrapers, Black Dog & Leventhal, New York 1996, p. 73 |
|
AA.VV, Le Corbusier enciclopedia, Electa Spa, Milano 1988, p. 530 |
|
Bruno Zevi, Spazî dell'architettura moderna, Einaudi, Torino 1973, tav. 582 [XII. La terza età: itinerarî degli anni cinquanta-ottanta] |
|
Leonardo Benevolo, Storia dell'architettura moderna, Gius. Laterza & Figli Spa, Roma-Bari 1960, pp. 682-684 [XVIII. Il movimento moderno in America] |
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Le Corbusier, UN Headquarters, Reinhold Publishing Corporation, New York 1947 |
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CLIENT |
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Surface |
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site sq.m. 69,000 (17 acres) |
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Floors |
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The Secretariat 39 aboveground 3 underground |
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Lenght |
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The General Assembly Building ft. 380 (m. 116) General Assembly Hall ( it occupies the second, third and fourth floors) ft.. 165 (m. 50) The Conference Building ft. 400 (m. 122) |
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Widht |
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The General Assembly Building ft. 160 (m. 48,77) |
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Height |
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General Assembly Hall ft. 75 (m. 23) |
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Capacity |
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General Assembly Hall n. 193 delegations, each delegation has 6 seats |
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STAFF |
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Project  |
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Associate designers  |
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Nikolai G. Bassov (Soviet Union) Gaston Brunfaut (Belgium) Ernest Cormier (Canada) Le Corbusier (France) Seu-Liang Cheng (China) Sven Markelius (Sweden) Oscar Niemayer (Brazil) Sir Howard Robertson (United Kingdom) G. A. Soilleux (Australia) Julio Vilamajo (Uruguay) |
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Project leader |
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Interventi localizzati |
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Art intervention |
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Security Council Chamber Per Lasson Krohg (Norway) He realized the great mural which dominates the east wall of the hall with its marble frame, symbolizing the promise of a future of peace and personal liberty Trusteeship Council Henrik Starcke (Denmark) He created the sculpture placed against one of the walls of the room, showing a woman with upraised arms, carved from teak
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Geotechnical engineering |
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Mueser Rutledge Consulting Engineers |
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Foundations consultants |
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Mueser Rutledge Consulting Engineers |
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RELATED PROJECTS |
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